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premetto che i miei cari dopo 4 ore in macchina al buio e con l'acqua fino ai fanali, sono tornati a casa sani e salvi, e che questa volta, come per miracolo e, in parte grazie anche agli argini, non siamo stati alluvionati né a casa né in negozio (Ristorante-pizzeria situato sulla Via XXV Aprile ad Ameglia a 50m dal ponte).
Ho appena letto on-line l'articolo "morte delle attività" e Vi ringrazio infinitamente per aver sottolineato il problema.
Sono toccata nel più profondo del cuore per le vittime di questa apocalisse, ma sono anche vicina a tutti coloro che hanno perso casa ed attività: li compatisco sinceramente, perché al momento, ancora sotto choc e indaffarati a ripulire, non sono ancora consci dell'amara odissea che li aspetta.
Ad Ameglia non abbiamo mai avuto disastri di questa portata, ma in cambio come ben sapete dal 2000 ad oggi, per ben 4 volte siamo stati messi in ginocchio dalle fiumane della Magra ed ogni volta si ripete lo stesso scenario post-alluvione: rabbia, sopralluoghi, polemiche, solidarietà, promesse che non verranno mai mantenute.
Ma anche, ed occorre sottolinearlo, tantissima gratitudine a tutti i volontari che aiutano fino allo sfinimento.
Appena ci riprendiamo un po', grazie solo ai nostri sacrifici ed alle continue rinunce (niente lussi o vacanze: bisogna mettere via i soldi per i danni della prossima alluvione!), come previsto arriva un'altra batosta; ora ci si è aggiunto di nuovo l'isolamento per il crollo del ponte, che ritrasformerà Ameglia in un paese fantasma e obbligherà per chissà quanti mesi (anni?) a costosi lunghi giri coloro che lavorano o studiano dall'altra parte del fiume.
A differenza di chi subisce un'alluvione per la prima volta, noi sappiamo già che è inutile perdere tempo con la compilazione dei mille moduli (che cambiano di giorno in giorno e ti tocca ricominciare da capo! - meglio impiegare il tempo a ripulire!!) o perizie costose: per la prima alluvione (2000), dopo quattro anni ci hanno concesso una (ridicola) tantum per ogni stanza, equiparando mobili nuovi di una sala, a mobili di una cantina, senza tener conto nemmeno dei m2 alluvionati !!! (es. noi abbiamo ricevuto lo stesso importo per la cameretta nuova di zecca di mio figlio, di quello che ha preso una persona per un vecchio congelatore in una cantina).
Per i danni delle alluvioni successive, non abbiamo ricevuto più niente, perché dicevano che siamo stati avvisati dell'allerta, tramite msg telefonici e che comunque non c'erano soldi a disposizione.
Per la nostra zona risaputa a rischio, non c'è nessuna assicurazione disposta a stipulare una polizza per questi eventi! Pannelli antialluvione o sacchi di sabbia sono inutili, se ti arriva un onda di oltre un metro e l'acqua ti entra anche dai sanitari e da sotto i pavimenti!
In parte ci stiamo facendo il callo: tutti gli oggetti e documenti importanti li riponiamo sempre ad almeno un metro di altezza, anche senza allerta, ma ci sono cose e mobili che è impossibile spostare, e quelli ormai ti rassegni di perderli in caso di una nuova alluvione...
E' indescrivibile la rabbia e lo scoraggiamento delle famiglie e degli esercenti che vedono distrutti mobili, merce e apparecchiature costose, per l'ennesima volta, quando oltretutto non si ha ancora finito di pagare quelli persi nella prima/seconda alluvione !! Che dire poi dell'umidità che persiste per mesi e mesi ed i costosissimi lavori di risanamento?
Per ironia della sorte, questi eventi si verificano sempre nel periodo più freddo e tu ti ritrovi senza gas, elettricità e e con caldaie in tilt per giorni/settimane; sei immerso nel fango ed ovviamente devi ripulire con acqua gelata: alla fine non si contano le persone che si ammalano seriamente, anche nell'animo!
E come ciliegina sulla torta, per chi ha un'attività, oltre al danno la beffa: al momento della denuncia dei redditi, non vengono considerati i danni subiti e il prolungato mancato introito a causa del tempo necessario per rimettere in sesto fondi ed attrezzature, e nemmeno la mancanza di clienti a causa dell'isolamento per il ponte crollato. Ci sono gli studi di settore! studi che vengono imposti da persone irremovibili, impietose e cieche come le talpe!
Tutto ciò, sùbito in un momento già di grave crisi generale, è per tanti esercenti/negozianti il colpo mortale.
Sono molto ottimista, per quanto riguarda gli aiuti e la ricostruzione delle 5 Terre, patrimonio dell'Unesco, conosciute ed amate in tutto il mondo: in rete la voce è girata intorno al globo come un fulmine e ovunque si sta organizzando raccolte di fondi.
Invece agli abitanti dei paesi alluvionati ma non dichiarati "stato di emergenza" consiglio di mettersi l'anima in pace, rimboccarsi le maniche, ringraziare il cielo di essere ancora vivi e trovare la forza di andare avanti da soli, in poche parole di non aspettarsi nessun aiuto finanziario. Il massimo che Vi proporranno è un finanziamento a tasso agevolato!
Scusate l'amarezza, ma so di cosa parlo...
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